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UNO STRUMENTO PER PRATICARE IL BUDDISMO DI NICHIREN DAISHONIN


 

www.verobuddismo.ru

 

 

 

GONGYO LUNGO, GONGYO CORTO,

GONGYO INTERO,  o…    GONGYO MOZZO?

 

 

Vorrei dire due parole sul Gongyo modificato “arbitrariamente” dalla Soka Gakkai, e NON DA IKEDA.

 

        innanzitutto, faccio i miei complimenti ai dirigenti “soka”, per la loro “grande intuizione”: sapendo che i membri non studiano, (molto male), quindi non conoscono i Gosho scritti direttamente da Nichiren Daishonin, non sanno che il Buddismo, sin dalla sua nascita, è soggetto a distorsioni da parte degli uomini che lo praticano.

ed i fedeli, per negligenza, pigrizia, o semplice simpatia, non seguono la Legge, ma la persona.

 

        Questo cosa comporta?

Se un Dirigente Soka volesse arbitrariamente impedire ai suoi membri di ottenere la buddità, glielo potrebbe fare sotto gli occhi.

        Ma per quale motivo agire così? non dovrebbero avere a cuore la felicità delle persone?

dovrebbe essere così, ma i soldi, il potere, la fama e le luci della ribalta, offuscano la mente di chi  cade vittima di tale demone.

 

        Chi pratica da almeno vent’anni sa che la pratica era più impegnativa un po’ di tempo fa, si recitavano due ore di Daimoku al giorno come pratica corretta e si faceva Gongyo in questo modo:

 

la mattina 5 preghiere, e 5 recitazioni del Sutra, di cui la seconda intera.

la sera 3 preghiere, e 3 recitazioni del Sutra, di cui la prima  intera.

 

per un periodo si recitarono tutti e tre le parti solo una volta la mattina e una la sera e poi solo la prima e l’ultima con inspiegabile eliminazione della seconda parte (parte in prosa del capitolo Juryo) dai libretti di pratica giornaliera.

 

per chi ha cominciato a praticare dopo la “modifica di Gongyo”, sappia che la parte “mozzata” è quella più importante.

 

la recitazione del Sutra comprendeva 3 parti:

 

A)  hoben (parte in prosa)

B)  Juryo (parte in prosa)  eliminata

C)  Jigage (parte in versi)

 

        Per un certo periodo anche io ho fatto la pratichetta indicata con scarse difficoltà e scarsi benefici. successivamente ho ripristinato la  recitazione del capitolo juryo perché mi mancava qualcosa, che in quel momento non ho realizzato.

 

        continuando nella ricerca del punto sul quale si è basata la distruzione dell’insegnamento, mi sono accorto della confusione delle nuove traduzioni di gosho, della manipolazione delle parole (Daimoku scambiato con “mantra”, vero buddismo con “buddismo”, nei gosho: fede scambiata con “cuore”, o codardo “con colui che non avanza”, ecc.), senza che nessuno si opponesse con forza a questo tsunami dottrinale.

 

        come poteva esser possibile tutto questo?

l’unica risposta possibile e’ se si sta manifestando o  meno la Buddità.

 

        I membri, non confutando tramite la lettura della parte in prosa del capitolo juryo l’aspetto superficiale del sutra del loto di shakyamuni, non avevano più il mezzo per ottenere la buddità, e quindi non la stavano piu’ manifestando!

 

        Se si legge l’introduzione del libro “i capitoli hoben e juryo” di Ikeda:

 

…”Ovviamente leggiamo l'Hoben e il Juryo dal punto di vista del Daishonin, cioè

dell'insegnamento nascosto nelle profondità. Nichikan spiega che leggiamo il capitolo

Hoben per "confutare il suo significato" e "prendere in prestito le sue frasi", e che

leggiamo il capitolo Juryo per "confutare il suo significato" e "servirci delle sue frasi".

Questa spiegazione richiederebbe una discussione approfondita, ma in poche parole,

dal punto di vista del Daishonin, li leggiamo "confutandoli": «Il Sutra del Loto di

Shakyamuni non ha il potere di dare benefici nell'Ultimo Giorno». D'altra parte,

"prendiamo in prestito" e "ci serviamo" delle sue parole perché «Il Sutra del Loto loda

la grandezza del Gohonzon».” (pag.9)

 

        Senza la lettura profonda del capitolo Juryo, è impossibile manifestare i benefici della pratica, cioè della Vera causa e del Vero effetto. Leggere il capitolo Juryo dal punto di vista del Daimoku (nichiren), prendendo in prestito le parole di Shakyamuni, ci permette di confutare nella nostra vita gli insegnamenti provvisori e manifestare il Vero insegnamento. in altre parole stiamo facendo shakubuku alla nostra vita. abbandoniamo il provvisorio e riveliamo la nostra Vera natura.

 

        Per dire le cose come stanno, il gongyo che si recita adesso non si può chiamare “corto”: il gongyo corto è quello con tutte e tre le parti, recitate una sola volta la mattina e la sera.

Il Gongyo lungo era quello recitato cinque volte la mattina e tre la sera.

 

Il Gongyo dove si recitano solamente il capitolo hoben ed il gigage, è di fatto un Gongyo “MOZZO”.

 

Il vero gongyo corto è “intero ” nelle sue tre parti.

 

        Quindi si può decidere di recitare un Gongyo corto intero, o un gongyo mozzo.

 

 

        Che effetto ha tutto questo nella vita quotidiana?

L’emergere di ostacoli e demoni come descritto nel Gosho e di Benefici derivanti dal vincere su queste difficoltà.

 

        Personalmente ho avuto questa esperienza e ho notato la stessa cosa su chi ha ripristinato la recitazione dell’intero capitolo Juryo completo di parte in prosa.  Questa è la Vera pratica insegnata da Nichiren Daishonin.

 

        Chi si fida dei responsabili che dicono il contrario lo fa o per negligenza, o per convenienza.

Gli insegnamenti trasmessi vanno verificati personalmente.

 

Diventare felici è una responsabilità individuale e come tale può essere perseguita o meno.

 

        La mia responsabilità è quella di avvisare tutti delle malefatte della Soka Gakkai Italiana e Giapponese che sono eretiche dal punto di vista di Nichiren Daishonin per aver alterato l’insegnamento.

 

A ognuno la propria decisione.

 

 

Luigi Veroi