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UNO STRUMENTO PER PRATICARE CORRETTAMENTE  IL BUDDISMO DI NICHIREN DAISHONIN


 

La pratica personale giornaliera non può prescindere dalla lettura in prosa del capitolo Juryo.

 

Il significato del capitolo JURYO

Scritti di Nichiren Daishonin  vol 5 pag. 137

 

Se non fosse per la presenza del capitolo Juryo, tutti i sutra sarebbero come un cielo senza sole e luna, come un regno senza re, come montagne e mari senza tesori, come una persona senza anima. Cioè, se non fosse per il capitolo Juryo, tutti i sutra sarebbero senza significato. L’erba senza radici non vive a lungo, il fiume senza sorgente non scorre lontano, un bambino senza genitori è guardato con disprezzo. NAM MYOHO RENGE KYO,  il CUORE del capitolo Juryo, è la madre di tutti i Budda delle dieci direzioni e delle tre esistenze di passato, presente e futuro.

 

I capitoli Hoben e Juryo di Daisaku Ikeda pagg. 6

Nelle sue lezioni Toda spiegava sempre; “Chi lesse l’insegnamento più profondo e recondito del Sutra del Loto fu Nichiren Daishonin. Chi interpretò nel modo più perfetto le parole del testo fu il gran maestro T’ien T’ai. Quando dico che Nichiren Daishonin lesse il Sutra del Loto, ricordatevi che egli non leggeva ciò che Shakyamuni aveva predicato, ma ne leggeva il significato celato nel profondo, come egli stesso dichiarò dicendo: “Lo Shakumon che io leggo”, e “il capitolo Juryo della mia illuminazione interiore”.

Toda faceva una netta distinzione tra la “lettura superficiale” (monjo), o lettura dal punto di vista di Shakyamuni, e la “lettura profonda” (montei), ossia dal punto di vista di Nichiren Daishonin. Quest’ultimo era il modo corretto di leggere il sutra nell’Ultimo Giorno. Ma in che consiste questa “lettura profonda”? In sostanza è il modo in cui lo legge il Budda Originale che desidera salvare tutte le persone dell’Ultimo Giorno.

Il Daishonin “lesse il Sutra del Loto con il corpo”, cioè lo mise in pratica e lo sperimentò nella sua persona. Egli propagò Nam myoho renge kyo, l’essenza del Sutra del Loto, il “Sutra del Loto dell’Ultimo Giorno, il “Sutra del Loto nascosto nella profondità del sutra”.

Da questa prospettiva, tutti i ventotto capitoli del Sutra del Loto diventano una spiegazione di Nam myoho renge kyo. Perciò  per “lettura profonda” s’intende leggere il Sutra del Loto dal punto di vista di Nam myoho renge kyo.

Quando  recitiamo i capitoli Hoben e Juryo durante gongyo, lo facciamo dal punto di vista di vista di Nam myoho renge kyo del Daishonin.

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...... Questa spiegazione richiederebbe  una discussione approfondita, ma in poche parole, dal punto di vista del Daishonin, li leggiamo “confutandoli”: “ Il Sutra del Loto di Shakyamuni non ha potere di dare benefici nell’Ultimo Giorno.” D’altra parte “prendiamo in prestito” e “ci serviamo” delle sue parole perché “Il Sutra del Loto loda la grandezza del Gohonzon”.

 

PRATICA PRIMARIA E PRATICA DI SUPPORTO.

 

I capitoli Hoben e Juryo di Daisaku Ikeda pagg. 7

            ..... Come sapete, la recitazione del Daimoku, Nam myoho renge kyo, è la “pratica primaria”, mentre la lettura dei capitoli Hoben e Juryo è la “pratica di supporto”.

            Il ventiseiesimo patriarca Nichikan spiega la relazione tra la pratica primaria e quella di supporto paragonandole rispettivamente al cibo e al condimento. Il Daimoku è il riso, fonte primaria di nutrimento, e gongyo è il condimento che ne esalta il sapore.

            Il vantaggio che deriva dalla pratica primaria è immenso. La pratica di supporto ha la funzione di accrescere e di accelerare il potere benefico della pratica primaria.

            Il beneficio derivante dal recitare Daimoku anche una sola volta è illimitato. Il Daishonin dice: “Se reciti queste parole anche una sola volta, la natura di Budda di tutti gli esseri viventi sarà risvegliata ed essi si riuniranno a te”. Egli insegna inoltre che il beneficio di recitare un solo Daimoku è uguale a quello della lettura dell’intero Sutra del Loto. Cento Daimoku equivalgono a leggerlo cento volte, mille Daimoku sono pari a mille letture del Sutra.

            Di conseguenza quando siete ammalati, per esempio, non è necessario sforzarsi di fare a tutti i costi un gongyo completo. Se questo sforzo irragionevole dovesse far peggiorare le vostre condizioni, anziché produrre un beneficio potrebbe arrecare un danno e annullare la gioia della fede. In alcuni casi va bene limitarsi a leggere il capitolo Hoben, il Jigage e recitare Daimoku. Il Buddismo è ragione: perciò ogni persona dovrà giudicare con saggezza cosa è meglio fare affinché il gongyo sia sempre una pratica gioiosa.

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            Anche all’epoca del Daishonin i suoi seguaci leggevano questi due. In un Gosho egli scrive: “Fra tutti i ventotto capitoli, i capitoli Hoben e Juryo sono particolarmente importanti. Tutti gli altri sono come loro rami o foglie. Ti consiglio quindi nella tua pratica giornaliera di leggere le parti in prosa dei capitoli Hoben e Juryo “.

 

 

RIFLESSIONI

            Quanto è importante la recitazione in prosa del capitolo Juryo nella pratica giornaliera?

             Per chiarire, la parte in prosa non è il Jigage ma la prima parte del Juryo quella che non è più presente nei libretti di gongyo.

A pag 167 de “I capitoli Hoben e Juryo” di Daisaku Ikeda si legge:”Innanzitutto, ge di jigage è la traslitterazione del sanscrito gatha (o keta o kada) che significa verso o poesia. Gatha sono testi in versi che riportano insegnamenti del Budda, o che esaltano le virtù di Budda e Bodisattva, facili da recitare e da ricordare”.

            Abbiamo visto che nella pratica corretta del Buddismo di Nichiren Daishonin leggiamo il Sutra usando il suo stesso punto di vista della “lettura profonda” , quindi stiamo confutando il significato superficiale del testo per scoprire il Nam myoho renge kyo nascosto nella profondità del capitolo Juryo.

Nam myoho renge kyo, ovvero il Budda originale celato nella profondità del capitolo Juryo, risiede proprio nella parte che è stata omessa dai libretti di gongyo, e questo Budda non è altro che il Dai Gohonzon, cioè la rappresentazione della cerimonia dell’aria esposta nel capitolo Juryo, iscritto dal Daishonin il 12 ottobre del 1279.

            Nel Jigage viene descritto l’io del Budda, e sembra apparentemente una ripetizione del Juryo, ma in realtà la sua funzione è rivolta al futuro, alla realizzazione di Kosen rufu.  E’ una esortazione a trasmettere ampiamente l’insegnamento contenuto nel capitolo Juryo “per i diecimila e più anni dell’Ultimo giorno della legge”.

            Quando recitiamo il capitolo Juryo facciamo shakubuku alla nostra vita, facciamo emergere la nostra vera natura,  e lo facciamo per “confutare il provvisorio e rivelare il vero” (Hosshaku Kempon) . A quel punto il Jigage può assolvere alla sua funzione di trasmissione della Legge che abbiamo fatto emergere dalla profondità della nostra vita.

            (continua)