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UNO STRUMENTO PER PRATICARE CORRETTAMENTE  IL BUDDISMO DI NICHIREN DAISHONIN


 

La pratica personale giornaliera non può prescindere dalla lettura in prosa del capitolo Juryo2.

 

 

A questo punto riflettiamo sulla pratica secondaria: il buon condimento.

Parliamo di cibo.

Prendiamo una piatto di spaghetti sconditi. Se li mangiamo ci nutriremo, e questo è paragonabile alla pratica primaria. Per quanto tempo pensiamo di poter continuare a mangiare spaghetti sconditi? Io per poco tempo. Ben presto arriverei a pensare:  “uffa anche oggi devo mangiare”con conseguente perdita di entusiamo e gratitudine verso il cibo che mi permette di vivere.

Se diventassero spaghetti al pomodoro già sarebbe meglio, ma ancora meglio spaghetti allo scoglio, o alla carbonara, o come meglio si creda in base ai propri gusti.

Più il condimento sarà apprezzato maggiore sarà la voglia di mangiare, maggiore sarà la gratitudine verso gli spaghetti. Il condimento è diventato un espediente che mi fa apprezzare proprio quegli spaghetti, che sconditi, mi avevano stufato....

Nella pratica giornaliera funziona esattamente così. Dato che siamo comuni mortali non riusciamo ad apprezzare il cibo che ci mantiene in vita (Nam Myoho Renge kyo). Il condimento ci aiuta nel comprendere questo punto.

Dall’apprezzamento di quello che mangiamo nasce la gratitudine.

La gratitudine diventa un ingrediente importantissimo quando lo rivolgiamo al Gohonzon, e i benefici che derivano da una pratica gioiosa sono immensi.

Tutto questo passa attraverso la recitazione giornaliera del capitolo Juryo.

Quando lo recitiamo stiamo refutando l’insegnamento teorico (shakumon) di Shakyamuni e facciamo emergere l’insegnamento essenziale (honmon) di Nichiren Daishonin. Stiamo trasformando il nostro ruolo di “comune mortale” con quello di “vero Budda”.

Stiamo abbandonando il superficiale per rivelare il vero, o profondo aspetto della nostra vita. (Hosshaku Kempon)

Tutti gli insegnamenti buddisti dei vari periodi erano divisi in tre parti:

1)    preparazione, 2) rivelazione, 3) trasmissione.

Nel nostro caso di pratica secondaria:

1)    La preparazione corrisponde al capitolo Hoben

2)    La rivelazione al capitolo Juryo hon

3)    La trasmissione al capitolo Jigage.

Appare chiaro che se mi preparo un buon piatto da mangiare(preparazione),non ne assaggio il sapore (rivelazione) e voglio consigliare agli altri di mangiarlo....(trasmissione), probabilmente  darei anche un buon consiglio ma lo darei al buio, senza sapere cosa sto consigliando.

Similmente fino a quando non abbandono l’aspetto superficiale della mia vita e non ricerco l’aspetto profondo, quel cibo mi rimarrà sconosciuto.

Invece se dopo averlo preparato (preparazione), lo assaggio e scopro il vero sapore (rivelazione), poi lo posso consigliare con entusiasmo (trasmissione).

Spero che l’esempio sia chiaro.

 

(Continua)